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22/01/2012 -Appalti di ingegneria e architettura: +48,7% a dicembre 2011

Il dato di dicembre porta il risultato complessivo per il 2011 a un -4,8% rispetto all'anno precedente

Il mese di dicembre 2011 ha fatto registrare un +48,7% in valore rispetto a dicembre 2010, portando il risultato complessivo per il 2011 a un -4,8% rispetto all’anno precedente. Una performance incoraggiante, visto che il primo semestre si era chiuso con un pesante -34,2% rispetto al primo semestre del 2010.

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’osservatorio Oice-Informatel sul mercato pubblico dei servizi di ingegneria e architettura, le gare rilevate nel mese di dicembre sono state 280 (di cui 26 sopra soglia), per un importo complessivo di 48,3 milioni di euro (37,5 sopra soglia). Rispetto a dicembre 2010 il numero dei bandi scende del 22,2% (-49% sopra soglia e -17,8% sotto soglia) e il loro valore, come detto, cresce del 48,7% (+97,8% sopra soglia e -20,3% sotto soglia).

In tutto il 2011 sono state indette complessivamente 3.827 gare (di cui 424 sopra soglia), per un valore complessivo di 560,1 milioni di euro (420,3 sopra soglia). Il confronto con lo stesso periodo del 2010 è negativo: il numero delle gare scende dell’1,8% e il loro valore del 4,8%.

Continuano a essere eccessivi i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti a dicembre il ribasso medio sul prezzo a base d'asta, per le gare indette nel 2010, è al 41,8%. Le prime informazioni sulle principali gare indette nel 2011 e già aggiudicate ci danno un ribasso medio del 40,7%.

L'analisi per tipologia di stazione appaltante mostra, nei dodici mesi del 2011 rispetto all'analogo periodo del 2010, in campo positivo le Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, 213 gare per 77,2 milioni (+93,6% in numero e +15,3% in valore), le Province, 349 gare per 70,4 milioni (+15,1% in numero e +114,5% in valore), i Consorzi, le comunità montane e altro, 186 gare per 16,2 milioni (+30,3% in numero e +70,0% in valore), gli Istituti per l’edilizia residenziale pubblica, 48 gare per soli 3,1 milioni (+77,8% in numero e +33,7% in valore).

In campo positivo nel numero ma negativo nel valore: le Amministrazioni regionali, 217 gare per 50,8 milioni (+77,9% in numero e -26,4% in valore), le Università e gli enti di ricerca, 93 gare per 21,7 milioni (+89,8% in numero e -61,2% in valore). Sono in campo negativo sia nel numero che nel valore: le Amministrazioni comunali, 2.231 gare per 118,5 milioni (-14,2% in numero e -15,6% in valore), le Concessionarie e i Privati convenzionati, 352 gare per 188,5 milioni (-12,2% in numero e -2,2% in valore), le Aziende sanitarie e ospedaliere, 106 gare per 13,4 milioni (-10,9% in numero e -27,3% in valore).

La posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei si rileva dal numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, che è passato dalle 403 del 2010 alle 424 del 2011, con un +5,2%. Nell'insieme dei Paesi dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta, nello stesso periodo, una crescita maggiore di quella italiana, +13,4%. Sempre molto modesta, al 2,7%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di Paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 42,5%, Germania 12,1%, Polonia 6,3%, Spagna 4,5%, Gran Bretagna 4,1%.

In forte recupero l’andamento delle gare miste, per progettazione e costruzione insieme. Nel 2011 il valore messo in gara scende solo dell’1%, dopo che il primo semestre si era chiuso con un -52,5%.

“I dati del secondo semestre del 2011 mostrano un certo recupero – ha dichiarato il presidente dell'Oice, Gabriele Giacobazzi –. Per il 2012 ci aspettiamo che il Governo sblocchi le grandi opere e permetta alle medie e piccole amministrazioni di riprendere gli investimenti. Ma l'aspettativa più rilevante è per gli assetti di mercato. Segnaliamo da anni che il settore dell'ingegneria e dell’architettura è fortemente penalizzato da una presenza pubblica, che si esplica sotto varie forme, molto invadente e che costringe i liberi professionisti e le società di ingegneria a svolgere la propria attività in un ambito di mercato sempre più ridotto e con compiti e ruoli sempre più marginali”.

L’Oice accoglie quindi con favore i contenuti della segnalazione dell'Antitrust del 5 gennaio, che ha richiesto al Governo di modificare il Codice dei contratti prevedendo un espresso divieto di affidamento in house, auspicando che la sollecitazione sia al più presto accolta nell'ambito dei provvedimenti sul tema delle liberalizzazioni.

“Altrettanta soddisfazione esprimiamo – ha continuato il presidente Oice – per l'avvio del corposo lavoro che il Governo sta portando avanti nell'ambito della spending review: anche in questo ambito non si può non sottolineare come la permanenza dell'incentivo del 2% del valore dell'opera a favore dei dipendenti tecnici delle stazioni appaltanti rappresenti un vero e proprio non sense: in quale altro ambito del pubblico impiego si devono incentivare i dipendenti pubblici a fare quello per il quale sono stati assunti? Il tutto senza parlare delle diseconomie, il 2% del valore dell'opera è un valore ben superiore al valore dei servizi che con gara si assumono dal mercato, e del basso livello qualitativo dei progetti che questo vero e proprio privilegio determina.

“Infine – ha concluso Giacobazzi – per quel che attiene alla bozza di decreto sulle liberalizzazioni, va accolta con favore la proposta di affidare all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici la vigilanza e la regolazione sull'intero sistema dei trasporti, compreso quella della mobilità urbana, che potrebbe avere il merito di ricondurre ad unità il controllo non solo sugli appalti pubblici, ma su tutte le concessioni di lavori e servizi pubblici"
 
20/01/2012 - Fabbisogno di energia del 2011: crescono le rinnovabili

Aumenti di eolico, geotermico e fotovoltaico. La richiesta di energia totale e' in saldo positivo

Terna, il principale operatore di reti per la trasmissione di energia in Italia, ha pubblicato i primi dati parziali sul consumo di energia elettrica nell'anno appena trascorso. Tra i dati più significativi, il calo dell'idroelettrico e del termoelettrico a favore della crescita delle rinnovabili: eolico, fotovoltaico e geotermico.

Il totale dell'energia richiesta in Italia ammonta a 332,3 miliardi di kilowattora, registrando un incremento dello 0,6% rispetto al 2010, che a sua volta aveva chiuso con un +3,2% rispetto al 2009.

Le regioni che registrano la massima crescita sono la Sicilia (+2,2%) e la Lombardia (+2,6%). Più contenuto l’aumento della domanda elettrica del Triveneto (+0,5%), del Centro (+0,4%) e del Sud isole escluse (+0,3%). In flessione Sardegna (-1,4%) e l’area Nord Ovest (-2,6%).

Rispetto alle fonti di provenienza dell'energia, il rapporto rileva dati importanti. Nel 2011 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’86,3% con produzione nazionale (di cui 64,7% termoelettrica, 14,3% idroelettrica, 2,9% eolica, 2,8% fotovoltaica e 1,6% geotermica) e per la quota restante (13,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (289,2 miliardi di kWh) è in diminuzione dello 0,5% rispetto al 2010; in aumento le fonti di produzione geotermoelettrica (+5,2%), eolica (+5,7%) e fotovoltaica (+394%), in calo le fonti idroelettrica (-11,4%) e termoelettrica (-1,6%).

Gli stessi parametri sono poi al centro dell'analisi ristretta al solo mese di dicembre 2011. In questo caso la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’84,7% con produzione nazionale e per la quota restante (15,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,4 miliardi di kWh) si è contratta dell’11,3% rispetto allo stesso mese del 2010; in aumento le fonti di produzione eolica (+29,8%) e fotovoltaica (+458,7%), in flessione le fonti idroelettrica (-31,9) e termoelettrica (-11,8%); invariata la produzione geotermica (0,0%). A livello territoriale, la variazione di dicembre 2011 è risultata ovunque negativa e poco differenziata: -5,6% al Nord, -4,2% al Centro e -4,5% al Sud.

La quantità di energia elettrica richiesta in Italia, pari a 27,3 miliardi di kilowattora, ha fatto registrare una flessione del 5,0% rispetto ai volumi richiesti a dicembre 2010. La variazione della domanda elettrica di dicembre 2011 diventa -3,3% depurata dall’influenza di due giorni lavorativi in meno (20 vs 22) e da una temperatura media mensile superiore di circa un grado centigrado rispetto a dicembre 2010. In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di dicembre 2011 ha fatto registrare un decremento dello 0,5% rispetto al mese precedente. Il profilo del trend conferma un andamento negativo.
 
05/01/2012 - Bionic Tower: quando l'ingegneria imita la natura.

Il team di LAVA, Laboratory for Visionary Architecture, ha elaborato un progetto per una torre biomorfica, ispirata dalla natura e basata sulle più avanzate tecniche di design ed efficienza energetica. Il progetto, intitolato “Bionic Tower”, esplora la gamma di possibilità che l’architettura e l’ingegneria hanno per interagire con la natura anche da un punto di vista estetico e visivo, creando una struttura vivibile all’avanguardia.

Riferendosi all’organizzazione biologica dell’ecosistema, il design della torre si sviluppa dalla base, identificata con l’unità più piccola e semplice, fino ad arrivare al suo punto più alto, associato al sistema più complesso. Il modello parametrico della logica comportamentale ispira questa struttura, nella cui sommità si raggiunge l’optimum di efficienza e leggerezza.

La ventilazione, l’energia solare e il sistema di raccolta dell’acqua rappresentano in questo progetto una sorta d’istinto evolutivo all’autoconservazione, un concetto presente in natura e adottato dall’architettura. Equivalenti ai meccanismi della rigenerazione organica, i sistemi (idrico, solare e di ventilazione) sono connessi alla facciata dell’edificio attraverso una serie di superfici intelligenti ed automatizzate.

L’adattabilità e la responsabilità ambientale sono esaltate da nuovi materiali e tecnologie edili: i sistemi e la pelle dell’edificio possono essere, infatti, controllati per reagire alle influenze esterne dell’aria, della temperatura, della pressione, dell’umidità, della polluzione e delle radiazioni solari.
 
04/01/2012 - Ecco i concorsi per l'Expo 2015

l'Expo 2015: un laboratorio per la sostenibilita'

Appena prima di Natale, il 21 di dicembre, sono stati presentati i concorsi che riguarderanno le architetture di servizio dell’esposizione internazionale italiana del 2015.

Il concorso, che si chiuderà il 24 febbraio 2012, pone al centro della manifestazione la sostenibilità, che porterà i candidati a redigere progetti di strutture esclusivamente di carattere temporanee e che valorizzino la socialità dei luoghi, l’efficienza energetica, l’estetica ecologica e la rapidità di esecuzione. Vale a dire architetture temporanee, ma funzionali, in grado di rispondere alle caratteristiche richieste durante la temporaneità della manifestazione, ma completamente riciclabili ed assolutamente non inquinanti. Al termine dell’Expo 2015 infatti, quasi tutte le strutture verranno smontate o acquisiranno una nuova funzione, per diventare parte della città.

Gli edifici oggetto di progettazione copriranno complessivamente una superficie di 66.978mq con un costo di circa 63 milioni di euro, e saranno suddivisi come segue:

- 14 edifici di grandi dimensioni o “stecche”, disposti perpendicolarmente al percorso centrale del sito (Decumano), che raccoglieranno ristoranti, spazi commerciali, servizi ai visitatori, servizi ai partecipanti, sicurezza, logistica, magazzini e locali tecnici;

- 12 bar che insieme ai servizi igienici costituiscono le unità di servizio, uniformemente distribuite sul sito;

- 16 strutture di piccole dimensioni, di cui 10 chioschi per la ristorazione veloce collocati in prossimità del percorso perimetrale lungo il canale e 6 Infopoint nelle aree verdi.

Il bando di concorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e contemporaneamente anche sulla Gazzetta Europea, per acquisire il giusto valore di internazionalità, indispensabile a questo tipo di eventi.

Il 9 aprile 2012 uscirà la graduatoria. Al primo premio andranno 90.000 euro, mentre per quelli dal 2° posto al 5° vi sono 14.000 euro.
 
04/01/2012 - Opere pubbliche: per il project financing in Italia servono linee guida per le Pa

Nel Rapporto 2010, l'UFTP individua difetti e soluzioni per il settore

Il project financing è al centro dell’attenzione del Governo Monti, in esso si ripone fiducia per dare nuovo impulso alle opere pubbliche in Italia. Favorendo i finanziamenti di privati, infatti, si eviterebbero o ridurrebbero i problemi causati dai procedimenti amministrativi. Rispetto all’argomento, risulta interessante la relazione annuale 2010 dell’Unità tecnica di finanza di progetto, che ha analizzato la situazione italiana e ne ha individuato difetti e possibili soluzioni.

Se nell’ultimo ventennio, l’uso del project financing per opere realizzate in Italia è cresciuto, tuttavia il nostro Paese registra ancora percentuali basse rispetto ai livelli europei, come confermano i dati della Banca Europea. Questo avviene, ad esempio, a causa della facilità di vincere le gare per i bandi, senza conseguenti reali finanziamenti da parte delle banche, da cui derivano operazioni bloccate e aumenti di costi per le opere. I finanziamenti da parte degli istituti di credito si abbreviano e i tassi di interessi aumentano.

L’UFTP avanza la proposta di sviluppare delle linee guida indirizzate alle Amministrazioni, perché possano valutare gli enti mediatori nel momento in cui decidano di ricorrere al finanziamento privato, evitando così operazioni improvvisate. Le linee guida sarebbero un supporto importante per i provvedimenti della legge 214/2011 del decreto Monti, che mira a dare stabilità al project financing. Nei commi 6-7 dell’articolo 42, infatti, si prevede che le risorse delle assicurazioni rientrino nelle riserve tecniche; nel comma 5 bis dell’articolo 341, invece, il coinvolgimento delle banche sin dalla fase di presentazione del progetto da parte del promotore privato tutela la Pa.

Tutti i provvedimenti hanno come finalità eliminare le incertezze negli iter procedurali, in modo tale da rendere il Pf uno strumento valido per rilanciare il settore delle opere pubbliche